Episodio 3 — Controvento
Alla fine dell'Episodio 2 c'è una frase: Lei ha scritto a entrambi. All'istanza sopra l'incarto. E a Berna.
Per ricordare di cosa si tratta. Una notte di marzo 2025. Due persone sentono parlare della loro morte. Sporgono denuncia: pianificazione di omicidio. Il 23 gennaio 2026 il Ministero pubblico chiude l'incarto. L'Episodio 2 lo ha raccontato.
Finora questa storia l'ha raccontata la donna. Da qui in poi subentra l'uomo. Chiamiamolo signor G.
Il signor G. ha un principio: un incarto chiuso non è la fine. Ci si può opporre. Bisogna solo sapere come.
Così legge. Il Codice di procedura penale, abbreviato CPP – il libro delle regole secondo cui deve svolgersi ogni procedimento penale in Svizzera. È su internet, gratuito, per tutti. Il signor G. constata: non è poi così difficile. Dovrebbero leggerlo più persone, pensa. Allora saprebbero cosa spetta loro.
Per esempio questo:
Se ritiene che l'istruzione sia completa, il pubblico ministero comunica all'imputato e all'accusatore privato che intende chiudere il procedimento con un abbandono e assegna loro un termine per presentare istanze probatorie. — Art. 318 cpv. 1 CPP
Un termine per presentare istanze probatorie. Il termine nel suo caso scadeva
il 9 dicembre. La lettera con questo termine è stata consegnata il 12 dicembre. Episodio 2, le tre date.
Oppure questo:
Le parti hanno il diritto di presenziare all'assunzione delle prove da parte del pubblico ministero e del giudice e di porre domande agli interrogati. — Art. 147 cpv. 1 CPP
Presenziare. Porre domande. Il signor G. non è stato invitato a un solo interrogatorio. La testimone di quella notte non è mai stata sentita. Nemmeno
gli altri testimoni indicati.
Così sta scritto nella legge, così sta scritto nell'incarto. Entrambi possono essere letti da chiunque.
Il 3 febbraio 2026 il signor G. presenta reclamo. Dieci giorni di termine – ce la fa con riserva. La sua richiesta: l'incarto deve riaprirsi, il procedimento deve proseguire, i testimoni devono finalmente essere sentiti.
Chi presenta reclamo, tra l'altro, prima paga: 600 franchi di garanzia, in anticipo.
Poi si parte. Un vero procedimento di reclamo – con un nuovo numero di incarto, il terzo ormai, ma di questo tra poco. La controparte risponde tramite la sua avvocata. La procuratrice pubblica risponde. Si scrive, si timbra, si trasmette.
Una delle buste in questo incarto racconta:
Sono una busta da lettera. Il 26 febbraio sono stata timbrata a Lugano. Un bel timbro, deciso, ufficiale. Ho pensato: adesso si parte.
Non si è partiti.
Sono rimasta lì. Febbraio è diventato marzo. Fuori arrivava la primavera, dentro arrivava – niente. Ho imparato a memoria il soffitto della cancelleria.
Ho contato i giorni festivi. Pasqua è venuta. Pasqua è passata. Io ero lì.
Poi, il 25 marzo: un secondo timbro. 27 giorni dopo il mio arrivo ho potuto finalmente andare là dove ero destinata – da coloro che avrebbero dovuto rispondermi e non sapevano che esistessi.
Là sono stata aperta, letta, e mi è stata data risposta. Entro il termine, con riserva. La risposta ha fatto la stessa strada da cui ero venuta: a Lugano, al Tribunale. Là è arrivata il 9 aprile.
È stata trasmessa il 10 aprile. Dopo un giorno.
Le ho chiesto come ha fatto. Non lo sapeva nemmeno lei.
A marzo il signor G. va a Lugano. Consultazione degli atti. Copia tutto da sé: verbali d'interrogatorio, rapporti di polizia, scritti, documenti.
Poi legge. E più legge, più spesso si ferma: là sta scritto qualcosa – e tre pagine dopo sta scritto il contrario. Dichiarazioni che non corrispondono alle date. Date che non corrispondono ai timbri. Contraddizione dopo contraddizione, e tutte stanno nero su bianco nello stesso incarto.
Là prende la sua decisione. In silenzio, senza una parola ad alta voce: controvento. Non quello rumoroso, che sbatte le porte – quello costante, che soffia finché sul tavolo non resta che ciò che pesa abbastanza: i fatti.
Poi comincia a scrivere.
A maggio chiede ancora una volta la consultazione degli atti – proprio perché ha trovato tante contraddizioni. E per via dei numeri di incarto: uno stesso procedimento ne porta ormai tre diversi. Uno per l'annuncio, uno per l'abbandono, uno per il reclamo. Il Tribunale concede la consultazione.
Da allora il reclamo attende la sua decisione. E il signor G. continua a scrivere.
Fin qui Lugano. Ma all'inizio di questo episodio si parlava di due lettere.
La seconda non ha nulla a che fare con tutto questo. Lugano non l'ha mai vista.
Il 20 marzo è partita nella direzione opposta: verso Berna. Raccomandata, ricevuta confermata. Dentro c'è una denuncia penale per pianificazione di omicidio, indirizzata al Ministero pubblico della Confederazione – la più alta autorità di perseguimento penale del Paese. Quando un Cantone chiude un incarto, si può tentare un piano più in alto.
Chiede le cose consuete: conferma di ricezione, numero di incarto, risposta.
Aspetta ancora oggi. Nessuna conferma. Nessun numero. Nessuna lettera di ritorno. La ricevuta della posta prova una sola cosa: è arrivata. Le prime settimane contava i giorni, poi le settimane. Adesso conta i mesi, si fa prima: cinque.
Due lettere, due viaggi. Una giace a Lugano in un incarto e attende una decisione. L'altra giace da qualche parte a Berna e attende che qualcuno la apra.
Entrambe partono controvento. Arrivate, sono arrivate. È più di quanto si possa dire di ogni lettera.
✍️ La vostra opinione? Un termine scade il 9 dicembre. La lettera che contiene questo termine viene ritirata il 12 dicembre – allo sportello, contro firma. L'indirizzo è fermo posta; la posta vi concede 30 giorni per il ritiro. Si può rispettare un termine di cui non si poteva sapere nulla? Come si conciliano 30 giorni di giacenza e un termine più breve dell'autorità? Chi se ne intende o ha un'opinione: scriva alla redazione. Risposte selezionate appariranno in un contributo dedicato – in forma anonima, se desiderato.
L'Episodio 4 lascia le Centovalli. Si svolge in un'aula di tribunale a Lugano, estate 2024. Là i giudici si denunciano a vicenda.
Episodio 4.
Per tutte le persone coinvolte nei procedimenti menzionati vale la presunzione
di innocenza. Il procedimento di reclamo è pendente. Fonti: Reclamo del 03.02.2026 (Incarto 60.2026.37); timbri del Tribunale d'appello del 26.02., 25.03., 09.04., 10.04.2026; richiesta di consultazione degli atti del 07.05.2026, risposta del Tribunale d'appello dell'08.05.2026; denuncia penale al Ministero pubblico della Confederazione del 20.03.2026, ricevuta di raccomandata; art. 318, 147, 393, 396 CPP.